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Alcuni senatori del Pd hanno presentato una mozione che "impegna il governo a predisporre un’indispensabile riforma del settore dei cavalli da corsa, che abbia respiro adeguato e ponga al centro il cavallo e il suo benessere durante e dopo la carriera agonistica". Nella mozione si ricorda "la crisi dell’ippica italiana", che "ha registrato una riduzione dei finanziamenti pubblici del 40 per cento" e che "rende oggi ancora più problematica la collocazione dell’elevato numero di cavalli allevati per le corse". Gli animali, una volta usciti dal circuito sportivo, potrebbero finire nell’ambito "delle corse clandestine" o verso la "macellazione illegale". Per questo i senatori hanno chiesto al governo di "fornire uomini e mezzi sufficienti in particolare al NAS dei Carabinieri e al Nirda (Nucleo investigativo per i reati a danno degli animali) del Corpo forestale dello Stato, per condurre efficaci controlli ed applicare il massimo rigore tanto all’interno degli impianti sportivi, quanto durante la movimentazione degli equidi su tutto il territorio nazionale, al fine di evitare il maltrattamento degli animali, l’impiego degli stessi in attività criminali come le corse e le scommesse clandestine nonché la macellazione illegale". Inoltre si rende necessario "sistemare le problematiche alla gestione dell’anagrafe equina", rendendo "accessibili anche alle Forze di polizia le banche dati dell’anagrafe". In aggiunta, anche per i cavalli ancora in attività, la mozione impegna il governo "a verificare che i controlli antidoping effettuati dall’Assi/Unire vengano implementati e avvengano con il necessario rigore" in modo che, se dovessero essere accertate delle violazioni, "la giustizia sportiva dell’Unire agisca con tempestività e applichi senza ritardo le sanzioni previste, anche sospendendo dalle corse cavalli, fantini o driver".
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